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giovedì 5 febbraio 2009

"fino a quando..."


"- Oggi grande inaugurazione dell'Hilltopin, proclamò Harry - resta solo da vedere se quel sorcetto ci andrà a stare.
L'interrogativo ebbe la sua risposta appena Delacroix raccolse il signor Jingles in una mano e lo calò dolcemente nella scatola. Il topo si abbozzolò nella bambagia bianca come se avesse ritrovato il nido della sua infanzia e quella scatola per sigari divenne casa sua fino a quando... be', arriverò alla storia del signor Jingles a tempo debito."
(S. King, Il miglio verde)

- Un topo tra i protagonisti di un libro , non ci credo, zio Topo Frajo! Stephen King è un grande, mi presti il suo...
- Il signor Jingles muore a pag. 181*, cocco. Spiaccicato sotto uno scarponcino.
- Nooo!
- Ma viene resuscitato a pag. 195*.
- Ufff, mi hai fatto prendere un colpo!
- Ah beh, aspetta: rischiatta a pag. 367*, forse uno sbocco di sangue.
- Che tristezza la vita, zio.
- Già. Vedo che ti è passata la fame, ah beh... Lo mangi tutto quel crostone di formaggio? Se non lo finisci, ci pensa zio. Sicuro che lo mangi tutto? Non vuoi che zio ti aiuti a finirlo? eh?...
...

*(i n. delle pagine fanno riferimento alla squallida edizione Euroclub in mio possesso)

domenica 1 febbraio 2009

Quoque tu, Kafka?


" - Ahimè, - disse il topo, - il mondo si rimpicciolisce ogni giorno di più. All'inizio era così grande da farmi paura, mi sono messo a correre e correre, e che gioia ho provato quando finalmente ho visto in lontananza le pareti a destra e sinistra! Ma queste lunghe pareti si restringono così alla svelta che ho già raggiunto l'ultima spiaggia, e lì nell'angolo c'è la trappola cui sono destinato.
- Non devi far altro che cambiare direzione, - disse il gatto, e se lo mangiò."
(F. Kafka, Una piccola favola)

Das ist komisch un par di palle!

sabato 29 novembre 2008

I mali e i beni

... Viveva in quei pressi un famosissimo derviscio, che aveva fama d’essere il maggior filosofo di Turchia. Andarono a consultarlo. Pangloss prese la parola, e disse: “Maestro, siam venuti a pregarvi che ci spieghiate perché sia stato creato un animale così bizzarro com’è l’uomo.”
"Ma di che ti vai a impicciare?” disse il derviscio; “che te ne importa?”
“Ma, padre mio reverendo,” osservò Candido, “v’è pur nel mondo una quantità spaventosa di mali.”
“E che diavolo importano,” rispose il derviscio, “i mali ed i beni? Quando Sua Altezza spedisce una nave in Egitto, si da ella forse pensiero se i topi che sono nella stiva stanno comodi o no?”
“E allora che dobbiamo fare?” domandò Pangloss.
“Tacere”, rispose il derviscio.
“Io m’ero illuso” riprese Pangloss, “di poter ragionare un pochino con voi delle cause e degli effetti, del migliore dei mondi possibili, dell’origine del male, della natura dell’anima e dell’armonia prestabilita.”
A questo il derviscio sbatté loro l’uscio in faccia.
(Voltaire, Candide)

Ma infatti, che è tutto questo sproloquiare? Noi topi stiamo comodi ovunque e ce ne fottiamo dell'ipotesi se questo sia o meno il migliore dei mondi possibili.
Volete forse mettere in dubbio l'armonia prestabilita di questa fogna?
Chiedetevi piuttosto cosa ci può essere nella stiva. E arraffate tutto il possibile.